Chirone in Ariete al 29°

Pubblicato il 4 giugno 2026 alle ore 18:51

IL GRADO ANARETICO: L’ULTIMO SHOT AL BAR DELLA NEVROSI COSMICA

Il 29° grado dell’Ariete non è una soglia mistica.

E' quell’ora bastarda della notte in cui le luci del locale si accendono, l'effetto dell'alcol svanisce e l'Io si ritrova a tu per tu con il Super-Io che esige il conto.

E'chiamato grado anaretico.

Traduzione clinica: il momento in cui l'inconscio strizza per bene l' esistenza per vedere se, rimosse le resistenze,  esce ancora un briciolo di autenticità.

Chirone, quel centauro zoppo che gioca a fare lo psicoterapeuta proiettando le proprie piaghe sugli altri, bivacca nell' Area Identità dal 2018.

Otto anni spesi a chiedersi se abbiamo il diritto di occupare spazio sul pianeta senza allegare una diagnosi o una lettera di scuse.

Otto anni a lucidare i traumi da deficit d'autostima e le ferite narcisistiche come se fossero argenteria di famiglia.

Il repertorio di domande analitiche che ci ha perseguitato per quasi un decennio:

"Perché saboti la tua stessa voce?"

"Quale bisogno infantile stai proiettando?"

ora scade come latte fuori dal frigo.

Al giro di boa finale, il meccanismo di difesa si fa iperrealista:

la ferita deve essere sublimata e diventare "medicina".

Che è il modo poetico della new age per dirci che dovremmo digerire il tuo nucleo nevrotico, integrarlo e spacciarlo per "evoluzione spirituale" nelle conversazioni colte.

Per condire il tutto, il 4 giuugno giorno in cui il nostro amato centauro tocca il 29°,la Luna si mette di traverso in quadratura, agendo come un implacabile specchio transferale.

Ci sbatte in faccia che stiamo ancora proiettando il bisogno di un'approvazione genitoriale su un pubblico esterno che ha già lasciato il teatro.

La vera illuminazione psicologica?

Smettere di rincorrere l'illusione della "guarigione totale", che è solo un'altra nevrosi camuffata da perfezionismo.

Non esiste un Sé ideale privo di ammaccature.

Essere sani significa smettere di tentare di anestetizzare i propri complessi, baciarli sulla bocca e camminare dritti, accettando che la psiche umana è strutturalmente e meravigliosamente difettosa.

Invece di spendere fortune in seminari per ringraziare il dolore, offri un drink alle tue nevrosi.

La prossima volta che sentiamo l'ansia di dover chiedere il permesso di esistere, ricordiamoci dell'archetipo del centauro:

la salute mentale non sta nell'avere zoccoli perfetti o una mente pura, ma nella sfrontatezza di far coesistere la parte umana e quella animale, galoppando selvaggiamente e fottendosene delle frecce ancora conficcate nel fianco.


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