Cronaca di un’Incendio dell'Ego e della Corsa a Cavallo
(Novilunio in Acquario con eclissi anulare di Sole mentre arriva il Cavallo di Fuoco che non ha nessuna intenzione di frenare!)
Siamo finalmente arrivati all’ "ora zero" – che poi sarebbe il solito martedì pomeriggio - di un crepuscolo artificiale.
Il 17 febbraio 2026 non è una data, ma l’ennesima scusa psicologica che ci diamo per giustificare il fatto che le nostre vite sono un tantino fuori controllo.
L’Eclissi Solare Anulare in Acquario si piazza lì, nel vuoto cosmico, a fissarci come un occhio di fuoco senza palpebre (e senza un briciolo di empatia) che incornicia il nulla cosmico della nostra infinita presunzione.
È la metafora perfetta del nostro Ego: una corona luminosa che cerca disperatamente di nascondere il buco nero che abbiamo al posto della personalità, dove abbiamo sepolto i desideri che non abbiamo ammesso nemmeno a noi stessi perché, ammettiamolo, erano troppo imbarazzanti!
In questo circo celeste, l’Acquario — freddo e snob come un sommelier di acqua minerale — ci trascina in un’autopsia spirituale senza anestesia.
Siamo tutti lì, incastrati tra l'undicesima e la quinta casa astrologica, a chiederci se vogliamo essere dei rivoluzionari o solo dei disperati in cerca di un "like".
Siamo scienziati che analizzano il proprio disagio e artisti che fanno mostre sul proprio fallimento, sospesi tra il sogno di una democrazia interiore e la realtà della nostra dittatura personale fatta di traumi d'infanzia e cattive abitudini.
E mentre cerchiamo una via d’uscita razionale, il 2018 torna a bussare alla nostra porta.
No, non è un bel ricordo, è un creditore molesto!
Ci chiede se in questi otto anni abbiamo imparato qualcosa o se stiamo solo trascinando le stesse pesantissime catene su un parquet nuovo e decisamente troppo costoso per le nostre tasche.
L'Irruzione del Cavallo di Fuoco Yang
Ma l’universo, quest’anno, ha finito la pazienza con noi e non ci concede nemmeno il lusso di piangerci addosso con stile. Proprio quando decidiamo di pompare l'oscurità al massimo, ecco che irrompe il nostro Cavallo di Fuoco Yang.
Non è un pony, ma un’energia che ci urla direttamente nelle orecchie.
Non ci accarezza, ci dà fuoco ai capelli.
È l’indipendenza che paghiamo con il sangue e la velocità che trasforma i nostri pensieri in azioni spesso catastrofiche.
Il Fuoco Yang non serve a scaldarci la cena, serve a farci colare la maschera di cera che usiamo per stare in società.
È la fine dei nostri "vedremo", dei nostri "forse" e di tutte le bugie che ci raccontiamo alle tre di notte per non fissare il soffitto con gli occhi sbarrati.
Psicologicamente parlando, per noi non è un risveglio, è un’eutanasia del superfluo eseguita con un’ascia. Il motto "Tutto o Niente" smette di essere la frase motivazionale sulle nostre borracce o sui nostri computer e diventa la nostra cartella clinica.
Il 2026 non è il nostro anno del divano e della copertina.
E' l’anno in cui la nostra stalla va a fuoco e il Cavallo scappa verso un orizzonte che non ci promette pace, ma solo la cruda verità.
La libertà che tanto agogniamo non cade dal cielo: è solo il risultato di un nostro incendio doloso controllato.
Dobbiamo guardare quell’anello di fuoco e ammettere che non si sta eclissando il Sole, ma la nostra incredibile capacità di prenderci in giro.
Siamo condannati a una responsabilità feroce e a una lucidità che taglia come un coltello scadente, consapevoli che solo tra le ceneri di quello che eravamo nel 2018 potrà finalmente correre l'essere umano che abbiamo sempre evitato di diventare.
Buona fortuna a noi, ne avremo bisogno.
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