CRONACHE DI MARZO
Benvenuti, viandanti dell'assurdo, all’ appuntamento mensile della Lettura del Coso.
Marzo è qui, con la pretesa tipicamente primaverile di offrirci "nuova vita", mentre ancora cerchiamo di lavare via il fango di un febbraio che ci ha masticati e sputati senza troppi complimenti.
L ‘inizio del mese bussa alla porta con la pretesa di "emergere dal caos", come se il disordine non fosse l'unica trama coerente del nostro esistere.
Dopo un febbraio che ci ha masticati con cura, ecco i primi germogli, fragili promesse di vita destinate, con ogni probabilità, a essere calpestate dal prossimo transito retrogrado.
IL CANTO DELLE SIRENE E IL RIGORE DEL MARMO
Dopo l'inverno dello spirito, ecco che spuntano i primi fiori.
O forse sono solo allucinazioni collettive indotte da un’Eclissi Lunare che apre il mese, quel momento sublime in cui il cielo decide di spegnere la luce proprio mentre cercavamo di capire dove abbiamo lasciato le chiavi della nostra stabilità.
Venere e il Sole danzano con Nettuno e Saturno, un ménage à trois tra il Sogno, l'Infinito e il Funzionario del Catasto.
Ci dicono che servono "consapevolezza e decisione".
È il richiamo del destino, o forse solo l'eco di un'ennesima occasione che perderemo con suprema eleganza.
LA GEOMETRIA DEL DISINCANTO
Marte in Acquario sfida Urano, come un anarchico che tenta di spiegare la libertà ad una statua di marmo.
Il 2 marzo il dio della guerra affoga nei Pesci, cercando un sollievo che la Luna Piena in Vergine del giorno dopo punirà con una precisione chirurgica.
Lilith in Sagittario osserva i Nodi Lunari.
Il disordine non è un incidente, è la musica di sottofondo della nostra irrequietezza.
In questi giorni di "nebbia misteriosa", la prudenza non è una scelta, ma l'ultimo rifugio.
Prendiamoci del tempo per soppesare il nulla.
Serve chiarezza interiore per vedere cosa accade sotto la superficie, ma stiamo attenti a non guardare troppo nell'abisso anche perchè al buio c’è poco da vedere.
L’11 marzo Giove smette di retrocedere.
La fiducia risale la china, o forse è solo il mondo che riprende a girare con la solita, rassicurante crudeltà.
Se vi sentite cupi, non incolpate il destino!
State solo ricalibrando i vostri ideali sulla misura della realtà.
Ed è una misura tragicamente piccola.
IL VERBO E IL VUOTO
Il 15 marzo Mercurio e Marte si fondono nel silenzio dei Pesci e le parole si fanno pesanti come piombo.
È il momento dei mantra, delle preghiere, dei monologhi interiori che nessuno ascolterà.
Da evitare assolutamente le dispute teologiche perchè non c'è nulla di più triste che litigare su quale Dio stia ignorando le nostre preghiere.
L'EQUINOZIO: LA CORSA VERSO IL NULLA
Il 20 marzo il Sole irrompe in Ariete.
È il Capodanno Astrologico, l'urgenza di rinascere quando non si è ancora finito di morire.
Le strutture sociali si dissolvono, le rotte si ricalibrano verso un esito "più che incerto".
Marte e Giove parlano della "forza della fede", una fede necessaria per credere che, dopo Saturno e Nettuno, resterà ancora qualcosa da ricostruire.
FINALE DI PARTITA
Chiudiamo il mese con Venere che bacia la ferita di Chirone il 26 marzo.
È il momento perfetto per esporre le cicatrici sentimentali come pezzi d'antiquariato al mercato domenicale di San Giovanni La Rena.
Si parlerà di denaro e valori, di ciò che morde il cuore e di ciò che svuota il portafoglio.
Il 30 marzo Venere approda nel Toro e la poesia cederà il passo alla materia.
Il misticismo lascia il posto alla carne.
Il dolore al piacere del possesso.
Finalmente, dopo tanto navigare in mari metafisici, potremo tornare ad affondare i denti in qualcosa di solido.
Ci salverà la sensualità, o almeno ci distrarrà dal fatto che abbiamo passato un altro mese a cercare il senso della vita tra i gradi di un cerchio zodiacale.
Senti il bisogno di approfondire qualche ferita specifica nel tuo tema natale?
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